Riprendo in parte il fondo del numero in edicola, che invito ad acquistare e leggere, e che si intitola, appunto, “Gesù Bambino”. In onore della storia, della Fede e del presepe. Un simbolo di evento d’amore, di spiritualità e di dolcezza sul quale ogni dibattito è assurdo e va respinto. Dialogo sul nulla che non rispetta tradizione e credenza dell’animo che, come tutte quelle di analoga natura, va rispettata e basta. Chi si oppone, ne fa questione filosofica, disquisisce, è un esibizionista di pochezza intellettuale che vuole soltanto mostrare una sorta di anti conformismo che fa ridere. Altri sono i temi ed i problemi sui quali discutere per trovare soluzioni anziché fare parole che non hanno alcuna utilità sociale o, forse si; hanno uno scopo ma egoista: conservare a chi non sa fare nulla stipendi per chiacchiere improduttive. Abili a vivere bene senza essere produttivi…Beh, anche questa è abilità. Intanto si avvicina il Natale e nei prossimi giorni da questo sito faremo i nostri auguri a tutti. Intanto prepariamo a questa festività promettendo a noi stessi di non arrenderci alle difficoltà e di impegnarci per superare il momento storico difficile, ricercando la serenità perduta, maggiore equilibrio sociale e più giustizia verso chi lavora per portare questa società fuori dalla crisi. Sia, questo, un momento per riflettere, ritrovare noi stessi, i nostri valori. Per fare argine, con la nostra quotidianità di lavoro e vita in famiglia, al delirio di guerre, odio, fanatismo. Cerchiamo nuove convinzioni; possiamo farcela. Ha perso chi si arrende, non chi combatte finché è vivo ed ha voglia di non soccombere. Il male fa parte del mondo e della realtà. E’ incancellabile ma non deve prevalere. Guardiamo negli occhi Gesù Bambino, simbolo umano e divino del bene e della sua forza. Tra le altre cose scrivo nel fondo sul cartaceo: “il Natale è un momento di magia, di intimità familiare e con se stessi, con le persone che amiamo. Perché vuole dire amore dalla notte dei tempi e la nascita di un Dio- uomo, che si creda storica o no, è comunque un momento sublime che esalta l’umanità ed invita al bene. I riti, il raccoglimento sono momenti nei quali ogni essere umano esalta se stesso e dà il meglio di se. A negarlo sono i dittatori ed i terroristi. Pregare, raccogliersi, meditare su ciò che l’uomo per sua limitazione intrinseca non riuscirà mai a capire, come non riuscirà mai a rispondere alle domande di cos’è il soprannaturale, dove va e da dove viene l’essere umano. E’ questo il cardine epocale della vita”.
Dino Frambati
d.frambati@eseditoria.com
precedenti editoriali:
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https://www.stedo.ge.it/?p=20109 (L’Italia vera)
https://www.stedo.ge.it/?p=20007 (La Fortuna)
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